di Azzurra
Di codice QR se ne parla ormai da tempo: la possibilità di realizzare un immagine criptata contenente ogni tipo di informazioni, dai dettagli personali ai codici di riferimento di un prodotto, è invenzione di largo uso in Giappone da più di un decennio (la sua invenzione risale al 1994, opera della corporation Denson-wave) e, in minor misura, negli Stati Uniti. In Italia ha cominciato a prendere piede da non molto, ma l’innumerevole quantità di implementazioni che offre porta a credere che il piccolo quadrato astratto entrerà a far parte dell’immaginario collettivo associato a molteplici oggetti.
Al di là degli aspetti più strettamente tecnici e delle prospettive commerciali che offre un simile sistema di risposta rapida – QR è infatti l’acronimo di “Quick response”-, trovo estremamente interessante il concetto a cui questo codice rimanda: object hyperlinking. Estendere internet al mondo reale, fisicamente. Un oggetto viene taggato, l’utente rileva il tag con un medium (frequenza radio, fotocamere, sms) e la Rete rintraccia le informazioni.
Come Wikipedia suggerisce, oggi siamo abituati ad un Internet che non si estende oltre il mondo elettronico: l’Object hyperlinking lo estende a quello reale, lo arricchisce e lo dissemina di tracce nascoste ma scopribili da chiunque sia interessato a farlo.
Il progetto artistico Yellow Arrows ne è un esempio: si ottiene una freccia gialla adesiva dal sito omonimo e la si colloca nel posto desiderato. Chiunque passi di lì ha la possibilità, attraverso un sms, di ricevere tutte le informazioni che l’artista voleva comunicare attaccando la freccia: un luogo speciale, un ricordo, una storia sconosciuta. Un oggetto fisico diviene dunque un passaggio al mondo internauta.
Indubbiamente il collegamento reale-virtuale risveglia moltissime immagini cinematografiche o letterarie: alcune di esse sicuramente molto lontane dall’essere concretizzate. Di concreto c’è invece l’aspetto ludico che si cela in un processo di questo tipo: il fattore chiave è nella scoperta. E’ La possibilità di cercare indizi, l’eventualità di trovarne di inaspettati, la curiosità di svelare un contenuto nascosto dietro un adesivo o un codice criptato. Non solo: il gioco a cui entrambe le parti decidono di partecipare non offre che la possibilità di conoscere qualcosa in più. Eppure risveglia interesse ed entusiasmo: quasi a ricordarci che la curiosità e la voglia di apprendere continuano ad essere divertenti, ovunque e continuamente.


